Wahl Eversharp Doric: manutenzione

Tecniche e consigli per l'uso, la manutenzione e la riparazione delle penne stilografiche.
fedgiove
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Wahl Eversharp Doric: manutenzione

Messaggio da fedgiove » giovedì 21 novembre 2013, 14:21

Salve, mi sono appena iscritto e presentato. La motivazione immediata è che ho da poco acquistato penna e matita Doric prima serie. Finora ho sempre fatto manutenzione da solo, ma la Doric è decisamente più complessa per età e materiali, e vorrei avere qualche suggerimento da esperti del modello. La penna è questa:
globale.jpg
globale.jpg (76.97 KiB) Visto 1312 volte
Il pennino è stub 18Kr, mi sembra interessante (è di provenienza francese). Sul retro è punzonato uno "0", con una certa malagrazia (si vedono tracce del punzone anche sul davanti, sotto il "Kr". Sapete che cosa significhi? La penna in generale è in buone condizioni. Per ora l'ho disassemblata e dato una pulita. Svitare il "personal point" dal corpo del puntale è stato problematico. Dato che, per come è progettato, il filetto viene bagnato dall'inchiostro durante l'uso, può convenire mettere un velo di grasso al slicone sul filetto prima i rimontare?

Per riportare in forma la clip lenta immagino che si debba smontare il controtappo (o come si chiama). è infilato solo a pressione? Ci sono suggerimenti speciali per toglierlo?

Infine, dopo aver disassemblato il puntale ho notato un graffio longitudinale (vedi dettaglio). Non si tratta di una frattura, è realmente solo superficiale, ma comunque è sicuramente un punto debole, un invito per futuri cedimenti. Ho dato una lieve passata di carta abrasiva, ma non è scomparso. Può valere la pena trattarlo col solvente? Oppure insistere con la carta abrasiva? In caso, a Roma c'è chi sia in grado di farlo (mie precedenti esperienze con negozi romani sono state terrificanti, per questo tendo a fare tutto da solo)?

grazie ed a presto.

Federico

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Messaggio da Tiberio G » giovedì 21 novembre 2013, 15:12

Innanzitutto benvenuto Federico e complimenti per la penna, le Doric sono tra le mie preferite, e la tua é proprio bella, sembra quasi che non è neanche cristallizzata alle estremità, o sbaglio?

Ti anticipo che non sono un esperto di riparazioni ma io eviterei di insistere con quel piccolo graffietto, con la sezione avvitata non penso si veda, alla fine indeboliresti solo la penna.
Per il cappuccio a me pare che la clip sia fusa con la celluloide e penso non sia facile estrarla, io non ho mai provato.

Saluti.
Tiberio

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Messaggio da maxpop 55 » giovedì 21 novembre 2013, 15:32

Complimenti la Doric è una bella penna, la tua sembra in ottime condizioni.
Il grasso al silicone è ottimo per le filettature delle stilo.
Prova con una torcia a far luce all'interno del tappo, se vedi qualche vite prova a svitarla per vedere se viene via quello che chiami contro tappo o provi a serrarla se la clip tramite la vite è direttamente avvitata nel tappo, se non c'è come ti è gia stato detto la clip probabilmente è fusa nella celluloide.
Il valore di una stilografica non dipende dal costo, ma dal valore che noi le diamo.

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Messaggio da solido » giovedì 21 novembre 2013, 19:01

La clip non è fusa con la celluloide. E' semplicemente infilata nel cappuccio e rimane in posizione proprio grazie al controcappuccio che blocca a pressione la parte terminale della clip. Forse il controcappuccio si è allentato e conseguentemente anche la clip tiene meno. In ogni caso rimuoverlo può essere un problema. Innanzi tutto và messo a bagno per lungo tempo il cappuccio così da ammorbidire la parte interna e poi bisogna provare a rimuoverlo. Esistono anche degli attrezzi specifici, non di facile reperimento e alquanto costosi. In ogni caso, essendo a mio avviso e da quello che emerge dalle foto, un problema di cattiva tenuta del controcappuccio, io cercherei di fissarlo meglio piuttosto che rimuoverlo.

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Messaggio da Ottorino » giovedì 21 novembre 2013, 19:08

Io la userei poco. Se quella che vedo è una incrinatura prima o poi succede il patatrac come hai giustamente detto. Il solvente in questi casi non è duraturo. Di solito si mette un anellino di metallo a supportare lo sforzo. Ma ci vuole un torino e di saperlo fare. Anche il fermaglio può essere problematico. Meglio allentato che rotto. O rotto il tappo.
C'è rimedio ? Perché preoccuparsi ? Non c'è rimedio ? Perché preoccuparsi ?

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Messaggio da Ottorino » giovedì 21 novembre 2013, 19:13

In rete esiste un negozio che vende una ristampa di un manuale di servizio e riparazione Eversharp el 1937. Io lo comprerei e lascerei stare la penna. Per ora ...
C'è rimedio ? Perché preoccuparsi ? Non c'è rimedio ? Perché preoccuparsi ?

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Messaggio da solido » giovedì 21 novembre 2013, 19:17

Purtroppo le Doric sono notoriamente molto fragili. Personalmente mi è capitato, nonostante tutte le precauzioni del caso e un poco di esperienza, nello svitare il puntale con relativa condotta e pennino, di romperla. Praticamente si è spezzata in due. Fortunatamente la frattura è avvenuta al di sopra della filettatura e questo mi ha permesso di restaurarla ottimamente.

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Messaggio da PeppePipes » giovedì 21 novembre 2013, 19:57

Per quanto riguarda il graffio, se tale è, non ci sono motivi per i quali debba evolversi in frattura, se non fortemente sollecitato. Se proprio vuoi, trattalo con dell'acetone (quello che si trova dai venditori di colori e simili, non assolutamente quello da smalto per unghie) spennellando la parte con un pennellino sottile e senza insistere troppo. Eventualmente agisci in più riprese, lasciando asciugare tra un'applicazione e l'altra..
Per il controcappuccio che quasi certamente è a pressione, puoi utilizzare questo metodo, semplice ed efficace, ma che presuppone un minimo d'attrezzatura, anche se non specifica. Per prima cosa è assolutamente giusto il consiglio di tenerlo a bagno; puoi utilizzare acqua tiepida (che comunque poi si fredda) con qualche goccia di detersivo da piatti. Con molta pazienza periodicamente svuotalo, cambia l'acqua e lascialo ancora a molo. Per favorire l'azione pulente dell'acqua puoi battere senza troppa veemenza, per esempio col manico di plastica di un coltello da tavola, sulla superficie esterna in corrispondenza della zona occupata dal controcappuccio. Sciacqua sotto il rubinetto e prosegui con l'ammollo. Se possiedi una vaschetta ad ultrasuoni di quelle per pulire gioielli ed affini, può esserti di grande aiuto. In seguito ciò che devi fare è questo:
Ti serve un maschio per filettare di una misura che sia di poco superiore al diametro interno del controcappuccio, un bullone sufficientemente lungo dello stesso diametro e passo, dotato di un dado e di una rondella piana.
Esegui la filettatura interna con il maschio; l'ebanite si lavora bene e vedrai che non avrai alcuna difficoltà. Se senti forzare troppo, svita il maschio libera il tutto dai trucioli e vai avanti. Non ho mai avuto la necessità di lubrificare o bagnare le parti, ma se vuoi puoi anche farlo. Non serve andare in profondità: quando hai realizzato quattro/cinque giri è più che sufficiente. Avvita il dado nel bullone sino in cima, poi infila la rondella ed avvita il bullone nel controcappuccio per almeno tre o quattro giri. Avvitalo a mano: non deve sforzare. A questo punto addossa la rondella ed il dado (svitandolo) al bordo del cappuccio. N.B. la rondella, rigorosamente piana, deve essere interposta tra bordo del cappuccio e dado. Continua a svitare il dado: forzerà un po' e lo deve fare, ma sarebbe molto positivo se potessi fare a meno di usare chiavi o pinze con le quali occorre molta sensibilità per non eccedere con la forza. :oops:
Il sistema, è facile intuirlo, funziona come un estrattore. Non si può esagerare con lo sforzo, ma anche se può sembrare fragilissimo, l'esile labbro del cappuccio, se sollecitato a compressione in modo uniforme su tutta la sua circonferenza, regge molto più di quanto si possa credere. Comunque, ripeto, per prudenza lavora con le sole mani: vedrai che il cappuccio si sfilerà docilmente. ;)
Se così non fosse e riscontri una resistenza troppo alta, non insistere e prosegui con i lavaggi. Al limite puoi spruzzare un po' di WD-40 (lubrificante spray che non danneggia la celluloide né tantomeno l'ebanite) indirizzandolo con il tubicino in dotazione nell'intercapedine.
Posso garantirti che il sistema funziona. La filettatura che resta all'interno del controcappuccio non ha alcun effetto ed anche dal punto di vista estetico è quasi impossibile da vedersi.
ACCORTEZZE: scegli bene il diametro del maschio da usare: non troppo piccolo, altrimenti la filettatura resta troppo superficiale e non tiene. Non tropo grande, perché altrimenti le cuspidi della filettatura tagliano il ccontrocappuccio trasformandolo in una sorta di buccia di patata pelata. :(
Non utilizzare questo sistema nei controcappucci avvitati per l'ovvio motivo che non si lascerebbero mai estrarre sfilandoli.
I diametri da utilizzare generalmente vanno dagli 8mm delle penne più piccole ai 10mm delle più grandi. La fregatura è che nelle medie (Junior) spesso e volentieri il diametro giusto è il 9. La fregatura sta nel fatto che il maschio da 9 si trova facilmente; bullone dado e rondella... praticamente non esistono. Il problema può essere aggirato (io ho fatto così) premunendosi anche della relativa filiera e costruendosi un bullone, che in realtà può essere una semplice barra filettata con un estremità appiattita da due parti per essere all'occorrenza tenuta ferma. Per dado e rondella si può tranquillamente partire da pezzi da 8mm da allargare con lima o trapano e da filettare (il dado) col medesimo maschio che utilizzeremo per il controcappuccio.
E' verosimile e mi pare di ricordarlo, che la clip sia fissata da due alette che verosimilmente si sono un poco allentate, ma è fondamentale il ruolo del controcappuccio (vedrai che ha una perte leggermente appiattita), che la tiene spiaccicata contro la parete interna del cappuccio.
Ultima modifica di PeppePipes il giovedì 21 novembre 2013, 22:36, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da PeppePipes » giovedì 21 novembre 2013, 20:24

Seconda puntata, riprendendo il discorso del graffio.
Se ti accorgessi che anziché di un graffio si tratta di una micro frattura, se l'acetone riesce a penetrarci dovrebbe consolidarla, ma non ci si può fidare più di tanto.
Ti consiglierei nel caso di fare questo: pulisci naturalmente molto bene la parte, procurati della carta velina o carta da modelli (usata dalle sarte). Costa un'inezia e te ne serve quanto ne occorrerebbe per fare un lenzuolo ad una pulce.
Ritagli un pezzetto che serva giusto a coprire la zona della frattura. Ti armi di Attak e di uno stecchino: spalmi uno strato sottile sulla parte interessata dalla frattura, ci disponi sopra il pezzettino di carta velina e con l'aiuto dello stecchino lo imbevi di Attak, avendo cura che non si sposti e stia bene steso nel posto giusto. Se dovesse sbordare un po' fuori dall'imboccatura, non ti preoccupare troppo: potrai eliminarlo una volta essicato.
Potrà sembrare una cosa strana, ma non è facilmente immaginabile la tenacia che la impalpabile carta velina possa fare una volta intrisa di Attak: se ci si pensa però, il principio è identico a quello della fibra di vetro.
Verosimilmente dovrai rifinire un poco il lavoro con limette e/o carta abrasiva. Sicuramente a questo punto il puntale non entrerà più ed andrà leggermente ridotto in corrispondenza della toppa. Ma tranquillo che a questo punto l'imboccatura potrà rompersi in qualsiasi altro punto, ma non più lì.
Ultima modifica di PeppePipes il giovedì 21 novembre 2013, 22:38, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da solido » giovedì 21 novembre 2013, 21:11

Uhmmm...questo metodo lo ha inventato un carissimo amico mio che, casualmente, gli piacciono le moto, vive in Liguria e...beve vino!!

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Messaggio da PeppePipes » giovedì 21 novembre 2013, 22:35

solido ha scritto:Uhmmm...questo metodo lo ha inventato un carissimo amico mio che, casualmente, gli piacciono le moto, vive in Liguria e...beve vino!!
;)
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Messaggio da piccardi » giovedì 21 novembre 2013, 23:18

Mhhh, forse non si vede perché la foto è piccola, ma non vedo tracce sul bordo e mi è venuto il dubbio se sia davvero un graffio o non sia un residuo di venatura del materiale. Si apprezza una depressione ?

Simone
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Messaggio da fedgiove » venerdì 22 novembre 2013, 9:31

Anzitutto grazie e a tutti per le informazioni ed i consigli dettagliatissimi! rispondo in ordine sparso: non ci sono fratture o cristallizzazioni di sorta, il graffio sembra realmente un graffio, si vede solo dall'interno ed in controluce, ma non va in profondità; passandoci di traverso la punta di un cacciavitino (con l'unghia non si riesce) si percepisce una lieve discontinuità, solo nella parte interna. Man mano che ci si avvicina al bordo la discontinuità scompare, come se fosse stato provocato da qualche residuo durante l'estrazione del puntale, residuo che magari si consumava durante l'estrazione stessa. Comunque, come osservato, sul bordo non ci sono segni di frattura. Alla fine, penso che proverò col pennellino e con uso moderato, perché non mi garba l'idea di un intervento invasivo, anche sul puntale, per un danno così minimo.

l'idea della carta, anche se non l'userò in questo caso, mi pare eccellente; penso alla mia passata esperienza con aeromodelli, ed alla robustezza che la carta dà alle ali. Forse un'idea migliorativa (da testare su penne allo stato di rottame) potrebbe essere usare non l'attack, ma le colle o meglio ancora le vernici tendicarta alla nitrocellulosa che si usano proprio per gli aeromodelli "classici" (in balsa).

Per il controcappuccio, avevo pensato ad un estrattore per bulloni rotti (comodo anche se l'innesto fosse stato a vite), ma effettivamente, sapendo che è fissato a pressione, il maschio per filettare mi pare un metodo più "pulito", speriamo che le misure aiutino!

Grazie ancora, vi terrò informati!

Federico

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Messaggio da PeppePipes » venerdì 22 novembre 2013, 11:18

Le vernici alla nitrocellulosa potrebbero essere un'idea; vanno però testate sulla celluloide: il nome m'inquieta un pò... L'importante è che non sciolgano la celluloide innescando un processo che non si riesce a controllare.
Nelle riparazioni utilizzo la carta velina assai spesso. Sia come soluzione permanente, come sarebbe stato nel caso della Doric o per consolidare la frattura in un cappuccio a pressione, come quello delle prime Waterman, dove la sollecitazione a trazione non sarebbe sopportata da un semplice incollaggio. C'è comunque da tenere conto che una volta imbevuta di Attak la carta velina diventa quasi totalmente trasparente e la sua presenza non è poi così evidente.
In altri casi, come la ricostruzione di una parte sbeccata in un bordo cappuccio, la utilizzo come supporto per il materiale da riportare. Se si tratta di celluloide, dove la parte riportata si integra perfettamente con la preesistente per l'uso di un solvente, terminata la riparazione la carta velina può anche essere eliminata per abrasione.
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Messaggio da fedgiove » venerdì 22 novembre 2013, 14:04

Complice l'influenza, ho messo in pratica:
P1010548.JPG
P1010548.JPG (175.17 KiB) Visto 1243 volte
Il sistema del bullone ha funzionato ottimamente, un bullone da 8 è andato benone. Ho inondato il tutto di WD40, ed è bastato stringere a mano il dado per estrarre il controcappuccio.

Per il graffio, prima di passare all'acetone ho provato ad insistere un po' con la carta abrasiva, ed in effetti è bastato: il graffio è scomparso, e il materiale asportato è stato è minimo (la sezione entra ancora "giusta").

La vernice alla nitrocellulosa, in effetti, ha un nome un po' inquietante, ma non esplode ;-) mi ricordo che per ottenere un risultato meno fragile si aggiungeva un po' di canfora (cosa che - in pratica - coincide col creare celluloide) . La carta così imbevuta diventa rigida, robusta e semitrasparente. Le interazioni con la celluloide sono da testare, ma non credo siano diverse da quelle che provocano acetone o MEK (che alla fine sono i solventi della vernice alla nitrocellulosa).

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