Quando la carta fallisce...

L'ultimo ma non meno importante elemento coinvolto nella scrittura è la carta. Parliamone. E raccontiamo anche degli altri accessori che affianchiamo alle nostre penne.
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Quando la carta fallisce...

Messaggio da Little » lunedì 15 aprile 2019, 23:07

Buonasera,
beh l'immagine dice tutto direi...consigli? :angel:
20190415_222015.jpg

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Messaggio da HoodedNib » lunedì 15 aprile 2019, 23:45

Che inchiostro hai usato?
“Ankh-Morpork had dallied with many forms of government and had ended up with that form of democracy known as One Man, One Vote. The Patrician was the Man; he had the Vote.”

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Messaggio da Pettirosso » lunedì 15 aprile 2019, 23:55

La grammatura non è tutto, conta il tipo di cellulosa impiegato e la lavorazione.
Non sono un tecnico, tanto di più non ti posso dire, ma posso confermarti che con il passare degli anni la carta da fotocopie è sì diminuita di prezzo, ma anche (e molto) di qualità: ancora accettabile per fotocopie e scrittura a sfera, in larga parte quasi improponibile per la scrittura con stilografica.
La carta migliore per quest'ultimo uso pare sia la giapponese Tomoe River: solo 52 gr/mq, ma eccezionale, a quanto ho letto anche qui sul forum.
In formato A/4 ti potrei indicare, per averle provate, in primo luogo Favini 100 gr/mq (ovviamente più cara), poi Navigator verde 80 gr/mq (forse il miglior compromesso costo/qualità), poi Clairalfa o anche Fabriano Copy1 (tutte da 80 gr/mq).

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Messaggio da geko » martedì 16 aprile 2019, 10:14

Con quell'innaffiatoio (nel mio caso una Neponset musical) mi sono trovato decentemente sia con la Fabriano Eminence da 80 grammi che con la più costosa Favini Rismaluce da 100 grammi.
Poi conta molto l'inchiostro, quelli molto fluidi non aiutano affatto.

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Messaggio da Pettirosso » martedì 16 aprile 2019, 14:44

Fabriano Eminence?
Non la conoscevo. Molto interessante (una Casa storica italiana, oltre tutto), e, a quanto ho visto, ad un prezzo accessibile.
Grazie! :)

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Messaggio da analogico » martedì 16 aprile 2019, 16:13

Si nota chiaramente che la situazione migliora quando non "spremi" il pennino.
Le prime due righe effettivamente vanno male, ma si nota che quello non è il flusso normale del pennino , ma è frutto di pressione.
Il resto delle righe non sono ottime, ma accettabili, tranne nelle lettere in cui cerchi l'effetto flex (vedi la l nella parola consiglio nella quarta riga).
Forse con un altro inchiostro potresti avere qualche miglioramento anche su questa carta, ma non saprei consigliarti quale.
Così come potrebbe essere utile dosare la pressione o evitarla del tutto su questo tipo di carta.
Antonio

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Messaggio da Stormwolfie » martedì 16 aprile 2019, 16:28

Puoi usare un inchiostro più denso con la noodler
Tipo 4001.
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Messaggio da Little » martedì 16 aprile 2019, 18:38

L'inchiostro è il Noodler's Navajo Turquoise.
Sinceramente non ho molta esperienza con gli inchiostri quindi non so valutarne la viscosità. L'unico confronto che posso fare è che sul quaderno pigna monocromo la Twsbi stub 1.1 caricata con il Lamy Black spiuma visibilmente di più rispetto al Navajo Turquoise (il che dovrebbe voler dire che se usassi il lamy black sulla ahab la situazione sarebbe addirittura peggiore :D )

Vi ringrazio dei suggerimenti...proverò a prendere qualcosa tra quello che mi avete consigliato...
Se invece volessi andare su qualcosa più tipo quaderno/blocco? C'è qualche alternativa allo schizza e strappa o al Rhodia di cui ho sentito parlare fin troppo bene?

Inutile che vi faccia vedere cosa succede quando uso un blocco spiralato pigna (che tra l'altro riesco ad usare tranquillamente con le mie altre stilografiche....nella foto ho scritto qualche parola con la twisbi eco stub 1.1 che è la stilografica con il tratto più grande che posseggo dopo la ahab e su cui ho caricato lo stesso inchiostro...nessun problema)

Per quanto riguarda il discorso pressione....chiaramente non riesco a gestire bene la Ahab anche perché l'ho usata per la prima volta 3 giorni fa. In ogni caso ho comprato la Ahab proprio perché incuriosito dal discorso flex. Usando la Ahab senza pressione il tratto che ne esce (al mio occhio non troppo allenato) sembra essere un pelo meno di un medio e in queste condizioni chiaramente non è problematica. Ma io voglio giocare con il flex :lol:

20190416_181929.jpg

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Messaggio da Stormwolfie » martedì 16 aprile 2019, 19:06

Allora ti dico quali sono le mie impressioni:

1) La prova con Ahab in modalità Flex con inchiostro Navajo Noodler's evidenzia problemi di gestione del flex. C'è moltissima pressione, non c'è differenza tra ascendenti fini e discendenti piu' spessi. L'eccessiva pressione applicata lentamente fa trafilare inchiostro in abbondanza che spiuma.

2) In modalità "no pressure" la penna si comporta bene e lascia un buon tratto anche se ad occhio vigile un po' di spiumaggio lo fa, ma questo è il legame che si innesca tra carta ed inchiostro.

3) Il Lamy black fa il suo dovere insieme alla penna che lo trasporta.

Per usare bene il flex devi anche avere una infarinatura calligrafica, non è facile usare un pennino flex noodler's, ci devi lavorare su, ammorbidirlo, capire come modulare il tratto, e soprattutto scriverci almeno venti pagine A4. Prova ad usare il Pelikan 4001, forse riesci a gestire meglio il tratto.
Attendiamo ansiosi nuove prove.:-)
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Messaggio da analogico » martedì 16 aprile 2019, 20:01

Little ha scritto:
martedì 16 aprile 2019, 18:38

Per quanto riguarda il discorso pressione....chiaramente non riesco a gestire bene la Ahab anche perché l'ho usata per la prima volta 3 giorni fa. In ogni caso ho comprato la Ahab proprio perché incuriosito dal discorso flex. Usando la Ahab senza pressione il tratto che ne esce (al mio occhio non troppo allenato) sembra essere un pelo meno di un medio e in queste condizioni chiaramente non è problematica. Ma io voglio giocare con il flex :lol:
Quasi tutti comprano quelle penne incuriositi dal "discorso flex", ma quel pennino non è flex , al di la di come venga propagandato.
Un vero pennino flessibile è una cosa distante anni luce da quello delle Ahab.
E' ovvio che premendo si divaricano i rebbi, ma poi bisogna vedere come e se si richiudono, quanto tempo ci mettono a richiudersi ed eventualmente a deformarsi e modificare il tratto originario.
Insomma, per giocare , come tu hai scritto, va benissimo, ma è assodato che quello non è un pennino flessibile, poi uno può adoperarlo come se lo fosse, ma i risultati non sono lontanamente paragonabili a quelli ottenibili con un vero flessibile.
A tutto ciò aggiungi pure che per tirare fuori il meglio da un pennino flessibile, ci vuole una certa perizia che si acquisisce con un bel po' di pratica.
Comunque quello del pennino flessibile con i vari risvolti ed implicazioni è un argomento ampiamente sviscerato in questo forum, se hai voglia di fare una semplice ricerca troverai molto da leggere.
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Messaggio da francoiacc » martedì 16 aprile 2019, 20:35

Di sicuro come pennino flessibile non è paragonabile paragonabile ad un vero flessibile vintage, tuttavia le darei un'altra possibilità su della carta più decorosa, magari un blocco Rhodia tanto per incominciare. :wave:
Francesco

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Messaggio da Little » mercoledì 17 aprile 2019, 0:15

Ah ma c'è un motivo se ho messo le mani avanti dicendo che ho questa penna da tre giorni e quindi sono ben lontano dal fare qualcosa di guardabile. Se ho aperto questo argomento è principalmente perché mi rendevo perfettamente conto che c'era qualcosa di palese che non andava...magari in maniera ignorante ho dato la colpa alla carta (che sicuramente non è indicata) ma se poi viene fuori che la colpa è mia che cercavo di ottenere un risultato non ottenibile e forzavo come un disgraziato...beh non me ne stupirei :angel:

Sapevo già prima di comprare la Ahab che non c'è stilografica attualmente in commercio ritenuta all'altezza del flessibile vintage.

Ho preso comunque la Ahab per diversi motivi....in primis perché non mi ritengo pronto per distinguere un buon usato da uno cattivo. Non conosco i modelli, se dovessero sorgere dei problemi non li saprei identificare e non saprei dove mettere le mani per risolverli.

Ma il motivo forse più importante è che io non ho una calligrafia particolarmente bella in generale. Per questo motivo in questo preciso momento trovo poco efficace il dedicarsi tanto ad acquisire padronanza di un flessibile propriamente detto. Mi piace l'idea del flessibile, volevo provarlo, magari prima o poi mi ci metterò sul serio.
Ma ad oggi preferirei acquisire padronanza e una grafia più consistente ed elegante con altri tipi di stili che più si possano avvicinare ad un uso quotidiano. Ultimamente mi ero dato un pò all'italico con lo stub e, sebbene vi assicuro che sono migliorato tantissimo, vi assicuro anche che l'aggettivo consistente sia ben lontano da poter essere associato alla mia grafia :mrgreen:
Al momento la mia strada è quella...il flessibile voleva essere solo un gioco ed un diversivo....vorrei giusto che questo diversivo non sia solo una grande macchia sul foglio come è stato nelle due immagini precedenti.

Con questa ho cercato di essere più misurato come pressione...sono sulla buona strada? (come pressione intendo..come linee, gestione e tecnica in generale sono perfettamente cosciente che l'esempio è penoso)
20190417_000737.jpg

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Messaggio da Stormwolfie » mercoledì 17 aprile 2019, 10:12

Little ha scritto:
mercoledì 17 aprile 2019, 0:15
Ah ma c'è un motivo se ho messo le mani avanti dicendo che ho questa penna da tre giorni e quindi sono ben lontano dal fare qualcosa di guardabile. Se ho aperto questo argomento è principalmente perché mi rendevo perfettamente conto che c'era qualcosa di palese che non andava...magari in maniera ignorante ho dato la colpa alla carta (che sicuramente non è indicata) ma se poi viene fuori che la colpa è mia che cercavo di ottenere un risultato non ottenibile e forzavo come un disgraziato...beh non me ne stupirei :angel:

Sapevo già prima di comprare la Ahab che non c'è stilografica attualmente in commercio ritenuta all'altezza del flessibile vintage.

Ho preso comunque la Ahab per diversi motivi....in primis perché non mi ritengo pronto per distinguere un buon usato da uno cattivo. Non conosco i modelli, se dovessero sorgere dei problemi non li saprei identificare e non saprei dove mettere le mani per risolverli.

Ma il motivo forse più importante è che io non ho una calligrafia particolarmente bella in generale. Per questo motivo in questo preciso momento trovo poco efficace il dedicarsi tanto ad acquisire padronanza di un flessibile propriamente detto. Mi piace l'idea del flessibile, volevo provarlo, magari prima o poi mi ci metterò sul serio.
Ma ad oggi preferirei acquisire padronanza e una grafia più consistente ed elegante con altri tipi di stili che più si possano avvicinare ad un uso quotidiano. Ultimamente mi ero dato un pò all'italico con lo stub e, sebbene vi assicuro che sono migliorato tantissimo, vi assicuro anche che l'aggettivo consistente sia ben lontano da poter essere associato alla mia grafia :mrgreen:
Al momento la mia strada è quella...il flessibile voleva essere solo un gioco ed un diversivo....vorrei giusto che questo diversivo non sia solo una grande macchia sul foglio come è stato nelle due immagini precedenti.

Con questa ho cercato di essere più misurato come pressione...sono sulla buona strada? (come pressione intendo..come linee, gestione e tecnica in generale sono perfettamente cosciente che l'esempio è penoso)
20190417_000737.jpg
Sicuramente in questo esempio sei riuscito a moderare la pressione.
Sui discorsi relativi al flex ne abbiamo parlato centinaia di volte: i veri flex sono vintage punto e basta.
Questo però non significa che con la Ahab non puoi riuscire ad ottenere buoni risultati. Per capire bene come veniva usato un flex devi guardare nella sezione Calligrafia gli esempi di Corsivo Inglese, Copperplate, e di Spencerian. Noterai come l'uso del flessibile passi dal segno di un capello a quello di un grissino.
Se poni attenzione alle maiuscole vedrai che spesso sono costruite a partire da un segno obliquo centrale chiamato "Stem"che nasce sottilissimo si ingrossa al centro e torna nuovamente sottile. Esplorando queste calligrafie in voga tra la fine dell'800 e gli inizi del secolo scorso riesci a comprendere l'uso del flessibile. La realizzazione era responsabilità di una cannuccia obliqua e di un pennino intinto nell'inchiostro. Se ti capita di andare in una cartoleria ben fornita puoi acquistare una cannuccia ed un pennino di uno di questi modelli: Nikko G, Zebra G,Leonardt G,Principal. Con pochi euro capisci perfettamente come funziona un vero flessibile.
Se vuoi migliorare la tua grafia e renderla compatibile all'uso di un flessibile, ti consiglio di dedicarti all'apprendimento dell'American Cursive writing, ti da la base per poi poterti dedicare a qualcosa di più complesso.
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Messaggio da Rodelinda » lunedì 29 aprile 2019, 11:46

Accantonando un secondo il discorso flex, posso darti un paio di consigli per quanto riguarda carte di uso comune che possono risolvere il tuo problema. Purtroppo non sono carte "da fotocopie" che si possono comprare a risme da 500, ma le trovi comodamente a blocchi da 100, utilizzabili quotidianamente, e in genere le ho trovate soddisfacenti.
Sono tutte e tre più facilmente reperibili della Tomoe River che è sì eccezionale e leggerissima, ma anche di una costosità inaudita e difficile a procurarsi (ed inoltre io personalmente terrei conto delle emissioni necessarie a procurarsi una carta, industria già di per sé inquinante, prodotta in Giappone e trasportata in Italia...).
  • Fabriano Ecoqua. E' sia economica, che abbastanza liscia e di lento assorbimento - fa quindi risaltare abbastanza sheen e shading degli inchiostri, anche se ahimè non tanto quanto la Tomoe - ed è disponibile in vari formati, in blocchi sia collari che spillati, a puntini, a quadretti e a righe. E' anche facile da reperire.
  • Pigna Architetto, top gamma Pigna. Non costa molto, non lascia spazio a feathering né a trapassamento carta. E' disponibile solo in formato A4 e bianco brillante. E' assorbente, quindi non fa risaltare lo sheen e lo shading di nessun inchiostro. Ha il vantaggio di essere reperibile in praticamente tutte le cartolerie mediamente fornite, e di essere comunque facilmente ordinabile. Si trova anche nei supermercati più forniti, almeno nella mia zona - Carrefour, Auchan, Bennet...
  • Clairefontaine Triomphe. Bellissima carta della linea Triomphe Clairefontaine, disponibile bianca o a righe, formati A4 e A5, peso 90 grammi, mediamente lucida, ottima per far risaltare lo sheen e lo shading di qualsiasi inchiostro, molto meno costosa della Tomoe. A breve dovrebbe essere disponibile su un noto store italiano online.

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