neppure la carta di una volta

L'ultimo ma non meno importante elemento coinvolto nella scrittura è la carta. Parliamone. E raccontiamo anche degli altri accessori che affianchiamo alle nostre penne.
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neppure la carta di una volta

Messaggio da AinNithael » sabato 10 febbraio 2018, 21:35

Neppure la carta di una volta non è più la carta di una volta... :evil:
Possiedo una dozzina di quaderni comprati in una vecchia cartoleria. Presumo siano almeno degli anni 50 o forse 40. Copertine nere, taglio delle pagine rosso, colore delle pagine leggermente e piacevolmente ingiallito. Superficie che mi appare molto liscia, eppure...
Due di questi sono sottili e di un formato album e non quaderno solito. Volevo riservare loro un trattamento privilegiato scrivendovi solo con stilografiche e magari con quelle vintage. Le prove sono queste: :cry:
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Messaggio da AinNithael » sabato 10 febbraio 2018, 22:01

Chi ha maggiore esperienza ha suggerimenti migliori per gli abbinamenti penna-inchiostro? Forse qualche abbinamento è sbagliato.
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Messaggio da MrkLch » martedì 13 febbraio 2018, 23:18

La Twsbi Eco con Pelikan Edelstein è la prova migliore. La Waterman 52 schizza acido come un alien :lol:

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Messaggio da AinNithael » martedì 13 febbraio 2018, 23:30

MrkLch ha scritto:
martedì 13 febbraio 2018, 23:18
La Twsbi Eco con Pelikan Edelstein è la prova migliore. La Waterman 52 schizza acido come un alien :lol:
:lol:
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Messaggio da XFer » mercoledì 14 febbraio 2018, 0:15

Direi che gli inchiostri notoriamente meno liquidi (Lamy Blu, Pelikan 4001 Brilliant Red etc.) non se la sono cavata affatto male.
Beh, anche negli anni d'oro delle stilografiche esistevano carte valide e carte meno valide. ;)

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Messaggio da Miata » mercoledì 14 febbraio 2018, 13:43

In tutti questi anni, la carta non potrebbe aver preso umidità ed essersi leggermente rovinata?
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Messaggio da AinNithael » venerdì 18 maggio 2018, 20:54

Miata ha scritto:
mercoledì 14 febbraio 2018, 13:43
In tutti questi anni, la carta non potrebbe aver preso umidità ed essersi leggermente rovinata?
Ehm... scusami, vedo ora ( mentre contemplavo la foto e riflettevo) questa tua ipotesi. Forse, ma non molto probabile. Io li ho trattati con tutta l'attenzione possibile, tenuti sempre in una libreria chiusa.
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Messaggio da Stormwolfie » sabato 19 maggio 2018, 12:13

Il Kiwa Guro sembra comportarsi bene, ma anche gli Iroshizuku ed il Pelikan rosso. Sul flusso abbondante c'è qualche problema di trapassamento e spiumaggio, ma sembra più un problema della Waterman che spara tipo idrante dei pompieri.

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Messaggio da alfredop » sabato 19 maggio 2018, 12:57

A parte la Waterman 52, che evidentemente ha un flusso troppo ampio, le altre penne sembrano andare bene (chi più e chi meno).

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Messaggio da AinNithael » sabato 19 maggio 2018, 15:46

Stormwolfie ha scritto:
sabato 19 maggio 2018, 12:13
Il Kiwa Guro sembra comportarsi bene, ma anche gli Iroshizuku ed il Pelikan rosso. Sul flusso abbondante c'è qualche problema di trapassamento e spiumaggio, ma sembra più un problema della Waterman che spara tipo idrante dei pompieri.
Mi pare che utti i Sailor presenti e i Lamy se la cavino molto bene. Per i Waterman mi pare che sia più merito delle Laureat che degli inchiostri perché il Waterman verde se la cava meno bene. In quanto alla Waterman52... :lol:
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Messaggio da Rodelinda » sabato 19 maggio 2018, 16:13

Aggiungerei una cosa che mi ha spiegato un amico di mia nonna, 90 anni e cartolaio da quando ne aveva quindici.
I quaderni realizzati dalla metà degli anni '30 agli anni '40, in pieno periodo autarchicom per la scuola erano spesso realizzati con cellulosa di bassa qualità e frutto di residui di lavorazioni industriali: in pratica, una carta da giornale più sbiancata e più pesante, ma di identica qualità - ossia, bassa.
Questo per la penuria di materie prime causata dalla politica autarchica del Ventennio - con la necessità di riservare ad usi più importanti la polpa di legno. Inoltre, quei quaderni erano poco indicati per l'uso della stilografica, proprio perché allora una stilografica era una cosa per persone mediamente abbienti. Nessuno si sognava di darne una a dei bambini delle Elementari per l'uso quotidiano, e chi si poteva permettere di regalarne una per la Comunione in genere ne consentiva l'uso alle scuole Medie e alle Superiori: allora, chi si poteva permettere di andare alle superiori, era in media più ricco e poteva permettersi quaderni di qualità migliore di quelli classici neri con la costa rossa, destinati prettamente all'uso con pennino e calamaio delle scuole Elementari.
Della serie: mia nonna è una nostalgica, ma solo perché è nostalgica di quando era giovane.
Un po' come gli Ostalgici di oggi, della Germania dell'Est: si ricordano le cose belle, non che avevano le banane una volta l'anno.
Peraltro, sottolineerei come sotto il fascismo mia nonna vide per la prima volta una banana all'età di vent'anni (e il mio bisnonno era piuttosto ricco), e l'ananas solo nel Dopoguerra e in scatola, quindi la nostalgia è traditrice per tutti.

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Messaggio da AinNithael » sabato 19 maggio 2018, 16:28

Rodelinda ha scritto:
sabato 19 maggio 2018, 16:13
Aggiungerei una cosa che mi ha spiegato un amico di mia nonna, 90 anni e cartolaio da quando ne aveva quindici.
I quaderni realizzati dalla metà degli anni '30 agli anni '40, in pieno periodo autarchicom per la scuola erano spesso realizzati con cellulosa di bassa qualità e frutto di residui di lavorazioni industriali: in pratica, una carta da giornale più sbiancata e più pesante, ma di identica qualità - ossia, bassa.
Questo per la penuria di materie prime causata dalla politica autarchica del Ventennio - con la necessità di riservare ad usi più importanti la polpa di legno. Inoltre, quei quaderni erano poco indicati per l'uso della stilografica, proprio perché allora una stilografica era una cosa per persone mediamente abbienti. Nessuno si sognava di darne una a dei bambini delle Elementari per l'uso quotidiano, e chi si poteva permettere di regalarne una per la Comunione in genere ne consentiva l'uso alle scuole Medie e alle Superiori: allora, chi si poteva permettere di andare alle superiori, era in media più ricco e poteva permettersi quaderni di qualità migliore di quelli classici neri con la costa rossa, destinati prettamente all'uso con pennino e calamaio delle scuole Elementari.
Della serie: mia nonna è una nostalgica, ma solo perché è nostalgica di quando era giovane.
Un po' come gli Ostalgici di oggi, della Germania dell'Est: si ricordano le cose belle, non che avevano le banane una volta l'anno.
Peraltro, sottolineerei come sotto il fascismo mia nonna vide per la prima volta una banana all'età di vent'anni (e il mio bisnonno era piuttosto ricco), e l'ananas solo nel Dopoguerra e in scatola, quindi la nostalgia è traditrice per tutti.
<rumore di illusioni che si frantumano>
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Messaggio da AinNithael » sabato 19 maggio 2018, 16:30

alfredop ha scritto:
sabato 19 maggio 2018, 12:57
A parte la Waterman 52, che evidentemente ha un flusso troppo ampio, le altre penne sembrano andare bene (chi più e chi meno).

Alfredo
Grazie. Purtroppo non sono quasi mai in grado, causa esperienza limitata, di distinguere le responsabilità delle penne da quelle degli inchiostri.
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Messaggio da Rodelinda » sabato 19 maggio 2018, 16:50

AinNithael ha scritto:
sabato 19 maggio 2018, 16:28


<rumore di illusioni che si frantumano>
Ahimé, noi non ci pensiamo, ma fino agli anni '50 inoltrati le stilografiche erano... be', erano roba da ricchi. Il che è uno dei motivi per cui erano costruite così bene e di buona qualità. Solo con il tramonto del pennino e calamaio, decisamente più economici, e con l'avvento delle plastiche economiche - come il moplen - è stato possibile costruire delle stilografiche adatte ad uso scolastico.

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Messaggio da Musicus » sabato 19 maggio 2018, 18:38

Rodelinda ha scritto:
sabato 19 maggio 2018, 16:13
Aggiungerei una cosa che mi ha spiegato un amico di mia nonna, 90 anni e cartolaio da quando ne aveva quindici.
I quaderni realizzati dalla metà degli anni '30 agli anni '40, in pieno periodo autarchicom per la scuola erano spesso realizzati con cellulosa di bassa qualità e frutto di residui di lavorazioni industriali: in pratica, una carta da giornale più sbiancata e più pesante, ma di identica qualità - ossia, bassa.
Questo per la penuria di materie prime causata dalla politica autarchica del Ventennio - con la necessità di riservare ad usi più importanti la polpa di legno. Inoltre, quei quaderni erano poco indicati per l'uso della stilografica, proprio perché allora una stilografica era una cosa per persone mediamente abbienti. Nessuno si sognava di darne una a dei bambini delle Elementari per l'uso quotidiano, e chi si poteva permettere di regalarne una per la Comunione in genere ne consentiva l'uso alle scuole Medie e alle Superiori: allora, chi si poteva permettere di andare alle superiori, era in media più ricco e poteva permettersi quaderni di qualità migliore di quelli classici neri con la costa rossa, destinati prettamente all'uso con pennino e calamaio delle scuole Elementari.
....
E vediamoli un po', Rodelinda, codesti bambini fortunelli...
1. WATERMAN - 1920-03-14 - L'Illustrazione Italiana - Anno XLVII - N.11 - pag.292.jpg
WATERMAN - 1920
2. WATERMAN - 1x eyedropper - 1922-08-01 - Il Secolo XX° - mensile - Anno XXI - N.8, quarta di copertina..jpg
WATERMAN - 1922
3. WATERMAN - generica marca - 1924-12-28. L'Illustrazione Italiana, Anno LI - N.52, pag.831.jpg
WATERMAN - 1924
4. E.E. ERCOLESSI - Generica - 1928-12-23. L'Illustrazione Italiana - Anno LV - N.52, pag.748..jpg
E.E. ERCOLESSI - 1928
5. E.E. ERCOLESSI - Generica - 1933-12-24. L'Illustrazione Italiana - Anno LX - N.52, pag.993..jpg
E.E. ERCOLESSI - 1933
6. AURORA - Novum x - 1940-12-22. L'Illustrazione Italiana. Anno LXVII N.51 Natale Mediterraneo, pag.s.n..jpg
AURORA - 1940

;)

Giorgio

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